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Costa dello Stretto di Magellano sotto un cielo australe, con una nave all’orizzonte

CILE · REGIONE DI MAGELLANO E DELL’ANTARTIDE CILENA

STRETTO
DI MAGELLANO

Acque che uniscono due oceani.
Un territorio che custodisce la memoria.

Fotografia: ChiKangc / CC BY-SA 3.0 · Stretto di Magellano

01 — LA SOGLIA

Il mare apre
un continente

Dalla costa sembra una distesa d’acqua e cielo. Sulla carta è una cucitura sinuosa tra il continente e la Terra del Fuoco. Lo Stretto di Magellano tiene insieme queste due scale: l’intimità di una baia e la portata di una rotta che ha cambiato la storia del mondo.

330 miglia nauticheLunghezza indicata da DIRECTEMAR
1520Passaggio della spedizione di Magellano
1843Presa di possesso da parte del Cile
CileSovranità sull’intero stretto

02 — GEOGRAFIA

Due oceani.
Molti paesaggi.

Lo stretto collega l’Atlantico al Pacifico all’estremità meridionale del Sudamerica. Le sue acque separano la Patagonia continentale dall’Isola Grande della Terra del Fuoco e dalle isole più a ovest. DIRECTEMAR indica una lunghezza di 330 miglia nautiche tra Punta Dungeness e gli isolotti Evangelistas: circa 611 chilometri di navigazione, tra cambi di direzione, passaggi angusti e tratti aperti. [1]

Le rive non offrono un paesaggio uniforme. A est dominano orizzonti di steppa, coste basse e spazi in cui il vento può percorrere grandi distanze senza trovare riparo. Verso ovest, montagne e isole restringono lo sguardo. L’acqua si addentra tra rilievi scoscesi e la neve distingue le alture dalle terre basse. Un’immagine satellitare permette di cogliere questa transizione in un solo sguardo. [2]

Questa varietà spiega perché conoscere lo stretto richieda più che seguirne il tracciato. Una spiaggia vicino a Punta Arenas, il paesaggio di Primera Angostura e un’insenatura occidentale appartengono allo stesso passaggio marittimo, ma offrono esperienze molto diverse. L’acqua le unisce; la ricchezza sta nelle differenze che ogni riva conserva.

Anche il vento disegna la carta

Primera Angostura, Segunda Angostura e Paso Tortuoso sono tra le principali difficoltà della navigazione. Correnti, variazioni di marea, cambi di rotta e condizioni meteorologiche richiedono conoscenza locale e pianificazione. La protezione relativa offerta dalle coste rispetto all’oceano aperto convive con le esigenze proprie di un passaggio stretto. [3]

Dal ponte, una corrente può essere avvertita prima di diventare visibile. Da terra, il movimento delle nuvole cambia il colore dell’acqua in pochi minuti. Questa instabilità appartiene all’identità del luogo: il paesaggio si comprende meglio osservandone le trasformazioni, quando la stessa costa diventa luminosa, grigia o quasi invisibile nell’arco di una giornata.

Sulla penisola di Brunswick, capo Froward segna l’estremità meridionale della massa continentale sudamericana. Più a sud proseguono isole, canali e altre rotte. Capo Horn appartiene a un contesto geografico diverso, aperto sull’oceano, che merita una lettura a sé. [4]

Immagine satellitare dello Stretto di Magellano, della Patagonia continentale e della Terra del Fuoco
Satellite Aqua, 27 agosto 2003 · Jacques Descloitres, MODIS Rapid Response Team / NASA–GSFC · Pubblico dominio. Immagine di contesto geografico.

IL TERRITORIO DALL’ALTO

Una cucitura
d’acqua

La vista satellitare rivela la continuità del passaggio e il contrasto tra le terre aperte dell’est e l’intreccio di montagne e isole dell’ovest.

La fotografia mostra il rilievo. I confini della sovranità si leggono nei trattati, non si deducono dal colore di una costa.

03 — FLORA

La vita impara
la forma del vento

Boschi, praterie e zone umide raccontano modi diversi di abitare le rive australi.

BOSCO AUSTRALE

Faggio di
Magellano

Nothofagus betuloides fa parte delle formazioni forestali della regione e accompagna la lenga nei boschi misti di Brunswick. La sua presenza caratterizza il paesaggio boschivo che circonda alcuni settori dello stretto. [5]

BOSCO E MARGINE

Lenga
e ñirre

La lenga, Nothofagus pumilio, e il ñirre, Nothofagus antarctica, fanno parte del mosaico vegetale magellanico. [5]

ARBUSTETI

Calafate
e michay

Attorno alla penisola Santa Ana crescono calafate, michay e leñadura insieme alle specie di Nothofagus. Osservare queste piante lungo i sentieri arricchisce una visita spesso concentrata sui monumenti storici. [6]

STEPPA

Oltre
i ciuffi di coirón

La steppa magellanica ospita una varietà vegetale che supera l’immagine di una prateria sempre uguale. Le ricerche dell’Universidad de Magallanes mostrano l’importanza di prati umidi, zone umide e altri ambienti all’interno di questo paesaggio aperto. [7]

SUOLO E ACQUA

Un bosco si guarda.
Una torbiera si ascolta.

Nei boschi e negli arbusteti vicini allo stretto, l’attenzione può partire da qualcosa di piccolo: un tronco, una foglia, un fiore sul bordo del sentiero. La penisola Santa Ana rende particolarmente leggibile il rapporto tra storia e vegetazione. A pochi passi dai luoghi che ricordano l’insediamento della Repubblica cilena, il bosco conserva un’altra scala del tempo. Il Parque del Estrecho ha identificato anche orchidee autoctone nel proprio territorio, un invito a guardare vicino al suolo. [8]

La vicinanza della Reserva Nacional Magallanes a Punta Arenas permette di comprendere il mosaico di boschi e torbiere di Brunswick. Le sue formazioni vegetali comprendono associazioni di lenga e faggio di Magellano, oltre a settori ricchi di muschi. [5]

L’acqua custodisce una memoria lenta

Le torbiere accumulano materia vegetale in condizioni che ne rallentano la decomposizione. L’equilibrio tra accumulo e perdita determina il loro rapporto con il carbonio. Temperatura, saturazione d’acqua e attività dei microrganismi influiscono su questo bilancio; preservarne il valore significa dunque mantenere le condizioni che le fanno funzionare. La ricerca regionale segnala che restano interrogativi aperti sui loro tassi di accumulo. [9]

Una zona umida può sembrare un intervallo tra il bosco e la costa. Considerarla un ecosistema cambia questa impressione: l’acqua immagazzinata, le piccole piante e il suolo fanno parte dello stesso processo. Camminare sui sentieri autorizzati permette di osservarla senza trasformare una visita breve in un’alterazione persistente. [5]

04 — FAUNA

Lo stretto
è anche nutrimento

Un paesaggio dove le balene si alimentano

Nel settore dell’area protetta Francisco Coloane, la megattera, Megaptera novaeangliae, è al centro di una relazione ecologica fondamentale. La sua area di alimentazione rientra tra gli obiettivi di conservazione stabiliti per questo spazio marino. Sono protette anche aree riproduttive del pinguino di Magellano, colonie di leone marino sudamericano e foreste di macroalghe. [10]

Una balena in superficie mostra soltanto un frammento di questa vita. Proteggerne l’habitat richiede di guardare ciò che una fotografia lascia spesso fuori campo: l’acqua in cui si alimenta e le relazioni che sostengono l’insieme. Osservare la fauna da una barca significa condividere per un momento uno spazio da cui dipende un altro essere vivente.

Isole di uccelli, coste di leoni marini

Il Monumento Natural Los Pingüinos comprende le isole Magdalena e Marta. La conservazione dei siti di nidificazione del pinguino di Magellano è centrale nei presupposti della loro protezione. A Magdalena i pinguini condividono l’ambiente con cormorani, stercorari e altri uccelli marini. Le visite seguono percorsi definiti e si svolgono tramite servizi di navigazione autorizzati. [11] [12]

L’abbondanza visibile cambia con i cicli delle specie e con le condizioni del luogo. Un articolo sulla natura deve lasciare spazio a questa variabilità: nessun viaggio può promettere l’incontro con un animale selvatico.

La fauna cambia con l’habitat

Sulla penisola Santa Ana si osservano uccelli costieri e, nel bosco, specie come il rayadito e lo scricciolo delle case. Dalla costa si possono avvistare leoni marini e lagenorinchi australi. Questi incontri collegano ambienti che il visitatore percorre spesso separatamente: il sentiero forestale e la riva. [6]

A Brunswick, la Reserva Nacional Magallanes registra culpeo e volpi grigie sudamericane, roditori e la presenza occasionale di puma nei settori più elevati. Le torbiere ospitano uccelli come l’oca di Magellano e l’oca testagrigia. La localizzazione conta: descrivere la fauna regionale richiede di distinguere bosco, zona umida e costa, senza presentare tutte le specie come abitanti di ogni punto dello stretto. [5]

Un altro bosco cresce sott’acqua

Le foreste di macroalghe, comprese quelle di Macrocystis pyrifera, offrono habitat e nutrimento a numerosi organismi costieri. Il ministero cileno dell’Ambiente le riconosce come un tipo di ecosistema acquatico. Vicino allo stretto, le ricerche nella baia Inútil documentano una ricca comunità di macroalghe associata al kelp gigante. La biodiversità continua oltre ciò che la superficie consente di vedere. [13] [14]

Conservare questo paesaggio sommerso protegge anche i rapporti con le attività umane. Le foreste di alghe magellaniche ospitano specie importanti per l’economia e la gastronomia regionale, un legame che ha incoraggiato iniziative di tutela nella pesca artigianale. [15]

05 — POPOLI INDIGENI

Prima della rotta,
un territorio vissuto

All’arrivo degli europei, le coste erano abitate e custodivano conoscenze maturate nel corso delle generazioni. Comprendere lo stretto richiede di riconoscere questa presenza e le sue continuità.
CANALI OCCIDENTALI

Kawésqar

La lingua kawésqar appartiene al mondo della navigazione nella Patagonia occidentale. La sua varietà meridionale si estendeva da Muñoz Gamero allo Stretto di Magellano. Nomi, racconti e parole conservano un modo proprio di comprendere questo territorio. [16]

PATAGONIA CONTINENTALE

Aónikenk

Gli Aónikenk percorrevano la steppa tra il fiume Santa Cruz e lo stretto. La conoscenza dei luoghi di caccia e degli accampamenti ne organizzava gli spostamenti; in seguito, l’introduzione del cavallo ne trasformò la mobilità. [17]

TERRA DEL FUOCO

Selk’nam

La loro società era organizzata in territori di caccia e raccolta, gli haruwen, legati a gruppi di discendenza e a una complessa vita cerimoniale. La legge cilena 21.606 ha riconosciuto nel 2023 il popolo Selk’nam, i cui membri e discendenti fanno parte del presente. [18]

L’ARCIPELAGO PIÙ AUSTRALE

Yagán

Il mondo yagán è legato soprattutto al canale Beagle e alle isole più a sud. Distinguerlo dai popoli dello stretto permette di riconoscere la diversità australe. Il suo territorio sarà essenziale per comprendere capo Horn. [19]

Navigare era una forma di conoscenza

Nel mondo kawésqar, le canoe permettevano di percorrere i canali, accedere alle risorse marine e stabilire accampamenti su coste riparate. La vita si organizzava attraverso una conoscenza attenta dell’acqua e delle sue rive. Il Museo Chileno de Arte Precolombino documenta queste pratiche e una cultura la cui complessità comprende lingua, tecnologia e visione del mondo. [20]

Anche le storie terrestri richiedono precisione. L’espansione dell’allevamento ridusse gli spazi aónikenk e trasformò le possibilità di spostamento. Nella Terra del Fuoco, durante la colonizzazione, i Selk’nam subirono persecuzioni, deportazioni e un drastico calo della popolazione. Le loro storie non possono essere ridotte a una scena precedente alla fondazione delle città. [17] [18]

In questo articolo, riconoscere la sovranità cilena e riconoscere i territori indigeni sono compiti che procedono insieme. Una storia nazionale rigorosa può spiegare i propri titoli territoriali e la presenza istituzionale, facendosi anche carico di chi abitava quei luoghi e dei danni che ne accompagnarono l’integrazione economica. La memoria acquista profondità quando tiene presenti entrambe le dimensioni.

Esplora i popoli indigeni →

06 — STORIA

La rotta che cambiò
la scala del mondo

1520: un passaggio entra nella storia globale

La spedizione guidata da Ferdinando Magellano attraversò lo stretto nel 1520 al servizio della Corona spagnola, cercando una rotta per le isole delle spezie. Il viaggio collegò la navigazione atlantica al Pacifico e fece parte della prima circumnavigazione, conclusa da Juan Sebastián Elcano nel 1522 dopo la morte di Magellano. [21]

Il significato di quella traversata appartiene alla storia mondiale. L’esistenza di un territorio conosciuto e abitato dai suoi popoli indigeni appartiene a una storia più antica. Mantenere entrambe le prospettive permette di descrivere l’evento europeo senza trasformarlo nell’inizio della vita umana australe.

1584: le città di Sarmiento de Gamboa

Pedro Sarmiento de Gamboa tentò di stabilire insediamenti spagnoli per controllare il passaggio. Nel 1584 fondò Nombre de Jesús e Rey Don Felipe. Le difficoltà di approvvigionamento e la disgregazione dell’impresa condussero a una tragedia: il secondo insediamento sarebbe diventato noto come Puerto del Hambre. Le sue rovine conservano la memoria di quell’occupazione. [22] [23]

Puerto del Hambre invita a riflettere sulla distanza tra un progetto imperiale e le condizioni necessarie a sostenere la vita. L’archeologia offre una lettura dell’insediamento che va oltre il suo nome e le storie tramandate dai navigatori. [24]

1843: la traversata della goletta Ancud

Il governo di Manuel Bulnes affidò a Domingo Espiñeira, intendente di Chiloé, l’organizzazione di una spedizione a Magallanes. Al comando di Juan Williams Wilson, noto anche come Juan Guillermos, la goletta Ancud portò da Chiloé le persone che avrebbero stabilito una presenza permanente della Repubblica. Il 21 settembre 1843 avvenne la presa di possesso in nome del Cile. [25]

Questa storia ha una dimensione chilota: costruzione navale, equipaggio e famiglie sostennero un’impresa difficile. Venancia Elgueta e Ignacia Leiva parteciparono alla spedizione. Ricordarle allarga una narrazione spesso concentrata sulle autorità e sui comandanti. [26]

Da Fuerte Bulnes a Punta Arenas

Il Fuerte Bulnes fu inaugurato il 30 ottobre 1843. L’occupazione repubblicana proseguì con il trasferimento della colonia a Punta Arenas nel 1848, consolidando una base per il popolamento e lo sviluppo regionale. Immigrazione, allevamento e concessioni di terre trasformarono poi la società magellanica. [27] [28]

La città e lo stretto si comprendono insieme: una presenza costiera diventata vita quotidiana, lavoro e comunità. Questa continuità dà spessore umano alle date. Al tempo stesso, i conflitti per la terra e lo spostamento delle popolazioni indigene impongono una lettura attenta alle conseguenze del processo. [28]

Carta storica dello Stretto di Magellano realizzata da Jodocus Hondius nel 1606
Jodocus Hondius, 1606 · Pubblico dominio · Wikimedia Commons. Documento storico; i suoi tracciati non rappresentano i confini internazionali attuali.

CONTESTO — ROTTE E GEOPOLITICA

Perché lo Stretto di Magellano
è strategico?

L’importanza strategica dello stretto comincia dalla sua posizione tra due oceani e dalla vita che mette in relazione attorno a Punta Arenas. Il passaggio delle navi, i collegamenti australi e le responsabilità dello Stato intrecciano dimensioni geografiche, economiche e politiche. Da questa prospettiva editoriale, il suo valore si comprende meglio mettendo in rapporto navigazione, sviluppo regionale e cura del territorio.

Sovranità e libera navigazione: una base per leggere l’attualità

L’interesse geopolitico si colloca in un quadro giuridico stabilito. La Presidenza argentina ha pubblicato il 3 settembre 2026 il comunicato congiunto dei due governi: riconosce che i trattati del 1881 e del 1984 sono pienamente in vigore e stabiliscono la sovranità cilena sull’intero stretto. Confrontare le pubblicazioni ufficiali dei due paesi permette di distinguere questo accordo dalle interpretazioni che circolano al riguardo. [32]

La sovranità cilena, il regime di libera navigazione e la cooperazione con l’Argentina vanno letti insieme. Le dichiarazioni politiche si comprendono nel quadro degli obblighi concordati dai due Stati; gli articoli dei trattati e la sezione giuridica di questa pagina offrono i riferimenti necessari.

Contesto datato: settembre 2026

Il 21 settembre 2026 cinque senatori cileni hanno sottoscritto a Punta Arenas una dichiarazione sulla sovranità esclusiva del Cile, sul rispetto dei trattati e sul diritto della regione a sviluppare il proprio commercio. Il Senato ha riferito anche proposte sui collegamenti, sulla presenza statale e sulle necessità della zona australe. È una testimonianza del dibattito politico di quella data, distinta dai documenti che stabiliscono il regime dello stretto. [33]

La carta orienta; ogni viaggio richiede una valutazione propria

Comprendere una rotta richiede di distinguere posizione, condizioni di navigazione e regime giuridico. Un confronto geografico aiuta a ordinare la discussione. La scelta effettiva di una traversata dipende dalla nave, dai porti di partenza e destinazione e dalle condizioni operative. L’esistenza di un’alternativa marittima, da sola, non permette di calcolarne l’uso futuro.

PATAGONIA AUSTRALE

Stretto di Magellano

Passaggio interoceanico naturale sotto sovranità cilena. [1]

ISTMO CENTROAMERICANO

Canale di Panama

Canale costruito che collega Atlantico e Pacifico mediante chiuse; il transito inaugurale ufficiale avvenne nel 1914. [34]

L’ESTREMITÀ INSULARE AUSTRALE

Capo Horn

Un capo associato a una rotta oceanica che DIRECTEMAR distingue dal passaggio attraverso lo stretto. [3] Esplora capo Horn →

VERSO L’ANTARTIDE

Passaggio di Drake

Spazio oceanico a sud di capo Horn che separa il Sudamerica dall’Antartide. [35]

07 — SOVRANITÀ CILENA

Uno stretto cileno.
Una responsabilità permanente.

Lo Stretto di Magellano è, in tutta la sua estensione, sotto la sovranità del Cile. Le sue basi uniscono presenza repubblicana, trattati internazionali ed esercizio continuo di responsabilità marittime. Conoscerle permette di affermarlo con precisione. [1] [31]

1881: un titolo internazionale decisivo

Il trattato dei confini del 1881 fissò, all’articolo II, la frontiera continentale a nord dello stretto, assegnando al Cile i territori a sud di quella linea. L’articolo III stabilì la divisione della Terra del Fuoco e l’attribuzione delle isole. Questo insieme di disposizioni costituisce una base del titolo territoriale cileno. [29]

L’articolo V garantì la navigazione alle navi di tutte le bandiere e la neutralizzazione permanente dello stretto, con un obbligo relativo a fortificazioni o difese che potessero contrastare tali fini. Queste condizioni fanno parte del regime giuridico e degli impegni che il Cile deve rispettare. [29]

1984: la delimitazione dell’imboccatura orientale

L’articolo 10 del trattato di pace e amicizia del 1984 determinò il confine all’estremità orientale lungo la linea tra i segnali Hito Ex-Baliza Dungeness e Hito I Cabo del Espíritu Santo. Stabilì che le rispettive sovranità si estendessero a est per l’Argentina e a ovest per il Cile, preservando il regime del trattato del 1881. L’Argentina si impegnò inoltre a mantenere libero il transito da e verso lo stretto attraverso le proprie acque giurisdizionali. [30]

Libera navigazione sotto sovranità cilena

Il regime consente il transito internazionale e lascia intatta l’appartenenza dello stretto al Cile. DIRECTEMAR lo descrive come situato interamente nella giurisdizione cilena. La sicurezza della navigazione si concretizza in regole di traffico, pilotaggio, comunicazioni e coordinamento dei movimenti delle navi. Sono funzioni concrete, esercitate ogni giorno su una rotta aperta al mondo. [1] [3]

Una riaffermazione bilaterale esplicita

Il 3 settembre 2026 i governi del Cile e dell’Argentina hanno diffuso un comunicato congiunto che riafferma la piena validità e il carattere definitivo dei trattati del 1881 e del 1984. Hanno dichiarato espressamente che tali strumenti stabiliscono la sovranità della Repubblica del Cile sulla totalità dello stretto. Questa dichiarazione bilaterale rafforza un’affermazione fondata sul diritto e condivisa dai due Stati. [31]

Nella prospettiva editoriale di Patrimonium, rafforzare questa sovranità significa anche prendersi cura del territorio che il Cile abita e amministra: sostenere la ricerca, valorizzare le comunità magellaniche, tutelare il patrimonio e conservare gli ecosistemi. Il legame nazionale diventa più solido quando la conoscenza del luogo accompagna il riconoscimento dei suoi confini.

Il Cile esercita la sovranità su tutto lo Stretto di Magellano e rispetta il regime internazionale che ne garantisce la navigazione.

08 — CONSERVAZIONE

Prendersi cura della vita
tra le rotte

Il passaggio marittimo e gli ecosistemi che lo circondano condividono lo stesso spazio. Conservarli richiede di comprenderne i rapporti.

ACQUA

Proteggere sistemi interi

La gestione di Francisco Coloane riunisce diversi obiettivi di conservazione: alimentazione delle balene, riproduzione di uccelli e leoni marini, foreste di alghe. Questa varietà invita a tutelare l’habitat che sostiene le specie. [10]

Il governo dell’area coinvolge servizi pubblici e utenti, collegando protezione e attività umane attraverso responsabilità condivise.

SUOLO

Conservare prima di alterare

Nelle torbiere, il bilancio del carbonio dipende dalle condizioni dell’ecosistema. Studiarle permette di comprenderne il contributo e le incertezze ancora aperte. Proteggere acqua e suolo fa parte di questo compito. [9]

Rispettare i percorsi autorizzati rende concreta questa attenzione durante una visita.

MEMORIA

Dare spazio alle continuità

La lingua kawésqar conserva conoscenze del territorio e richiede impegno nella documentazione e nella trasmissione. Il riconoscimento contemporaneo del popolo Selk’nam ricorda anche la persistenza di comunità a lungo descritte come scomparse. [16] [18]

Il patrimonio dello stretto comprende questa presenza viva.

09 — ESPLORARE

Una visita comincia
imparando a guardare

PUNTA ARENAS

Leggere dalla costa

Osservare acqua, navi e orizzonte permette di riconoscere il rapporto di una città con il suo passaggio marittimo.

PENISOLA SANTA ANA

Storia e bosco

Fuerte Bulnes, Puerto del Hambre e i percorsi naturalistici offrono diverse scale di una stessa costa. [6] [23]

ISLA MAGDALENA

Condividere l’habitat

Informarsi sulle condizioni di visita, scegliere operatori autorizzati e rispettare il sentiero permette di avvicinarsi al paesaggio degli uccelli senza invaderlo. [12]

SETTORI REMOTI

Pianificare la navigazione

Il clima e le caratteristiche del passaggio condizionano ogni percorso. Le informazioni marittime aggiornate fanno parte della preparazione. [3]

10 — DOMANDE ESSENZIALI

Per continuare
a comprendere

Geografia, sovranità e memoria rispondono a domande diverse e si illuminano a vicenda.

Lo Stretto di Magellano appartiene interamente al Cile?

Sì. L’intero stretto è sotto sovranità cilena. I trattati del 1881 e del 1984 ne fondano il regime, espressamente riaffermato dai due governi nel settembre 2026. [31]

La libera navigazione modifica questa sovranità?

La sovranità resta cilena. Il transito delle navi di tutte le bandiere rientra nel regime internazionale stabilito per lo stretto, che il Cile deve rispettare. [1] [29]

Magellano e capo Horn sono la stessa rotta?

Sono rotte diverse. Lo stretto è un passaggio tra terre; la via di capo Horn comporta navigazione oceanica più a sud. DIRECTEMAR distingue le due alternative. [3]

Quali popoli indigeni sono legati allo stretto?

I Kawésqar ai canali occidentali, gli Aónikenk alla Patagonia continentale e i Selk’nam alla Terra del Fuoco. Il mondo yagán è legato soprattutto al Beagle e all’arcipelago più australe. [16] [17] [18] [19]

Che cosa protegge l’area Francisco Coloane?

Tra i suoi obiettivi di conservazione figurano l’area di alimentazione della megattera, la riproduzione dei pinguini di Magellano e dei leoni marini sudamericani e le foreste di macroalghe. [10]

Perché lo Stretto di Magellano è importante per il Cile?

La sua posizione interoceanica è legata alla navigazione, ai collegamenti e allo sviluppo di Magallanes. Il dibattito pubblico cileno associa la sua sovranità anche alla presenza statale e alle responsabilità internazionali. [33]

Qual è la differenza tra lo Stretto di Magellano e il Canale di Panama?

Magellano è un passaggio marittimo naturale nella Patagonia australe. Panama è un canale costruito in America centrale che utilizza chiuse. Sono rotte con posizioni e condizioni diverse. [34]